PEDAGOGIA La scuola attiva in Europa (Claparède, Montessori)

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LA SCUOLA ATTIVA IN EU


Edouard Claparède: l’educazione funzionale


L’INSTITUT JEAN-JACQUES ROUSSEAU

  • centro di ricerca fondato a ginevra da Claparède


  • centro di innovazione sul piano dell’organizzazione pedagogica e delle scienze dell’educazione


VITA

  • Ginevra 1873, Ginevra 1940


  • diede molta attenzione ai ragazzi disabili


  • Negli ultimi anni della sua vita, in un Europa minacciata dai totalitarismi e dalla guerra, condusse un’accurata indagine sui drammatici eventi in corso


→ difendendo il principio umanitario della cooperazione tra i popoli e della libertà della scienza


Edouard Claparède 
1873-1940
Psicologo e pedagogista svizzero



L’IMPORTANZA DELLA PREPARAZIONE DEI DOCENTI

  • fondamentale la preparazione psicologica dei docenti  


  • fondamentale la capacità di avvalersi di un adeguato spirito scientifico

→ in grado di aiutarli a migliorare la loro professione attraverso l’osservazione e la sperimentazione di nuove pratiche educative e didattiche 


  • invita i maestri a studiare gli allievi e l’ambiente nel quale vivono per poter essere in grado di individuare le potenzialità intellettive, il livello di sviluppo fisico e psichico, i bisogni, gli interessi e le motivazioni


UNA SCUOLA INDIVIDUALIZZATA

  • scuole predisposte secondo i ritmi di apprendimento e le specifiche caratteristiche personali


  • Claparède suggerisce il superamento del modello scolastico tradizionale articolato in classi rigide formate secondo il principio dell’età anagrafica


→ strutturare gli insegnamenti in 

  • classi mobili

  • classi parallele

  • sezioni parallele

  • discipline opzionali

  • impiego di materiali autocorrettivi


  • L'allievo va posto al centro dei programmi e dei metodi che devono essere predisposti adatti ai bisogni e interessi del bambino


→ Vanno rispettati i ritmi di sviluppo di ciascun allievo


→ La scuola deve essere attiva: più laboratorio




LE TRE LEGGI

  • legge del bisogno

→ l’attività mentale è sempre generata da un bisogno


  • legge dell’interesse momentaneo

→ in ogni momento un organismo agisce seguendo la direzione del suo interesse più forte


  • legge del tatonnement

→ Quando si svolge una situazione nuova si agisce a tentativi ed errori ricercando un nuovo equilibrio (che non è possibile subito ripristinare)





Maria Montessori: l’educazione a misura di bambino



Maria Montessori
1870-1952
Pedagogista, educatrice e medica italiana



BIOGRAFIA

  • A ventisei anni Maria Montessori si laureò in medicina all’Università Sapienza di Roma, la città in cui era cresciuta. 

  • Montessori fu la terza donna a laurearsi in medicina in tutta Italia.  


I bambini del manicomio

  • Il suo primo lavoro e la sua prima sperimentazione educativa furono con i bambini «frenastenici», o «deficienti», come si diceva allora con una parola che oggi è divenuta solo offensiva, ma al tempo faceva parte del lessico medico. 

  • Dopo la laurea, Montessori divenne assistente presso la clinica psichiatrica dell’Università e in quella veste iniziò un progetto educativo con i bambini che erano rinchiusi in manicomio. 

  • Contro ogni previsione, anche dei suoi colleghi, non solo i bambini iniziarono a stare decisamente meglio, ma impararono a scrivere e superarono l’esame di licenza elementare.


Dalla medicina alla pedagogia

  • La prima, grande ipotesi teorica di Montessori fu che la questione che riguardava i bambini del manicomio fosse pedagogica e non medica. Quei bambini avevano bisogno di essere educati, non visitati, di giocare, parlare e muoversi, invece di star fermi, avevano bisogno di maestri e non di medici.


Montessori a San Lorenzo, la prima Casa dei bambini

  • Nei primi anni del Novecento Montessori studiò filosofia e insegnò antropologia all’Istituto Superiore di Magistero Femminile a Roma. 

  • Nello stesso periodo le fu proposto di aprire una scuola per i figli delle famiglie operaie del quartiere San Lorenzo di Roma. 

→ Fu la prima Casa dei Bambini, un modello di scuola che divenne in poco tempo celebre in tutto il mondo. 


Il metodo Montessori in ogni paese

  • Montessori divenne una pedagogista di fama internazionale. 

  • Negli anni scrisse diversi libri, a cominciare dal fondamentale Il metodo della pedagogia scientifica applicata all’educazione infantile, pubblicato nel 1909. 

  • Le scuole Montessori si moltiplicarono, soprattutto in alcuni paesi europei e negli Stati Uniti. 


Il fascismo e ''l'esilio"

  • Dopo alcuni tentativi falliti di collaborazione con i progetti pedagogici del fascismo e il manifestarsi dell’incompatibilità tra il suo metodo e il regime, Montessori se ne andò dall’Italia e non vi tornò più. 



IL METODO MONTESSORI


Il metodo

  • Come scienziata propose un metodo pedagogico fondato sull’osservazione e l’esperienza. 

  • Montessori considerava la pedagogia come diretta a un obiettivo etico-morale: educare alla libertà.   


Di quale libertà di tratta?

  • Il metodo Montessori si fonda su una precisa teoria di cosa sia la libertà, cioè, anzitutto, libertà di muoversi e agire spontaneamente. 

  • La scuola tradizionale, secondo Montessori, è repressiva 

  • La scuola tradizionale costringe e reprime le azioni, i movimenti e le scelte spontanee dei bambini.   


Niente banchi

  • A scuola i bambini devono potersi muovere liberamente nello spazio. 

  • Nelle scuole Montessori non ci sono banchi messi in fila in posizioni fisse, ma tavoli abbastanza leggeri perché i bambini possano spostarli e abbastanza grandi perché possano sedervisi intorno in piccoli gruppi.


L’ambiente scolastico

  • Tutto nella scuola deve essere a misura dei bambini, in modo che possano prendere, usare e rimettere a posto i materiali che preferiscono.


Imparare a muoversi

  • La scuola tradizionale obbligava i bambini a stare fermi, seduti e silenziosi.

  • L’obiettivo era disciplinarli, nella convinzione che la spontanea irrequietezza dell’infanzia andasse contenuta e sedata. 

  • Secondo Montessori, con il metodo educativo tradizionale i bambini non imparavano a muoversi.


Quale disciplina?

  • Il metodo Montessori si fonda su una diversa idea di cosa sia la disciplina: «Noi [definiamo] disciplinato un individuo che è padrone di se stesso e quindi può disporre di sé quando occorra». 

→ Solo se lasciati liberi di muoversi e scegliere a quale attività dedicarsi, i bambini imparano. Inizialmente magari ci sarà confusione, gli oggetti cadranno e si romperanno, ma poi i bambini impareranno a muoversi «con grazia e discernimento».


L’unico limite alla libertà

  • L’unica cosa che i maestri devono impedire ai bambini è di offendere o far del male agli altri. «Tutto il resto, ogni manifestazione avente uno scopo utile, qualunque essa sia e sotto qualsiasi forma esplicata, deve essergli permessa».


Il maestro-scienziato

  • Qual è, allora, il ruolo del maestro? 

→ disporre l’ambiente in modo adatto. 

→osservare i bambini, come uno scienziato che osserva un fenomeno naturale.

→ intervenire per guidarli nell’uso dei materiali.


L’uso del materiale

  • Protagonisti delle scuole Montessori, insieme ai bambini, sono i materiali che gli insegnanti preparano e che possono essere usati in classe per imparare. 

  • Il maestro deve aiutare i bambini a usare i materiali, impegnandosi a indicare più che a spiegare.

  •  L’«arte educativa» consiste «nel saper misurare l’azione di aiuto allo sviluppo della personalità infantile».







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