PEDAGOGIA Celestin Freinet
Celestin Freinet
BIOGRAFIA
Célestin Freinet nacque nel 1866 in una famiglia di umili condizioni A Gars, nelle Alpi Marittime francesi.
Durante la Prima Guerra Mondiale, fu chiamato alle armi e venne ferito a un polmone.
Ottenuti il diploma e la laurea, consacrò la sua vita all’insegnamento, prima nelle scuole pubbliche di Bar-Sur-Loup e di Saint Paul, poi a Vence, all’École Freinet, da egli stesso creata insieme alla moglie Élise Lagier-Bruno.
Accanto all’insegnamento, egli si adoperò per diffondere il suo pensiero e creare occasioni di confronto con altri insegnanti.
Fondò diverse istituzioni (l’ICEM e la FIMEM) per favorire la cooperazione tra gli insegnanti con l’obiettivo di riformare il sistema educativo e scolastico.
Morì a Vence nel 1966.
METODO E PEDAGOGIA
Pedagogia popolare e cooperazione
Egli è un esponente della pedagogia popolare, una pedagogia volta al riscatto sociale degli alunni più poveri e provenienti dai contesti più umili e subalterni.
Freinet pose al centro del suo progetto educativo la cooperazione tra i ragazzi e anche tra i docenti, come dimostrano le iniziative organizzate per permettere agli insegnanti e agli educatori di confrontarsi tra loro e raccontarsi le differenti esperienze educative.
Apprendimento “a tentoni”
Alla base del suo pensiero è la volontà di educare e insegnare ai ragazzi attraverso un percorso naturale e “a tentoni” (tâtonnement, in francese), da intendersi come un apprendimento che si realizza attraverso l’esperienza, la collaborazione con i compagni e una revisione collettiva degli errori.
Il compito dell’educatore è quello di orientare il fanciullo.
Lo studente come soggetto attivo
L’insegnamento e l’apprendimento devono essere calati nell’ambiente sociale del fanciullo, la scuola deve essere collegata alla vita.
La condivisione delle acquisizioni è un aspetto fondamentale di questo modello educativo.
L’insegnante deve saper valorizzare gli interessi individuali dell’allievo, stimolarlo e accettare i suoi tempi di apprendimento.
Lo studente deve quindi essere considerato un soggetto attivo, da rispettare nei suoi bisogni e valorizzare nelle sue inclinazioni.
GLI STRUMENTI DIDATTICI
Il testo libero
Prima tecnica che Freinet utilizzò al posto del tema obbligato
Testo basato su un'esperienza concreta
l'alunno scrive senza alcuna costrizione nell'argomento da trattare e nelle modalità in cui farlo
Bisogna ispirare nel bambino il desiderio, il bisogno di esprimersi
il testo libero collettivo
Esito di una discussione e di una negoziazione (un'attività cooperativa, nel linguaggio di Freinet) tra gli alunni sui concetti e sulle espressioni più valide per rendere un pensiero o una situazione
Questi testi finivano infine nel giornalino scolastico, rendendolo un oggetto di scambio con anche gli alunni di altre scuole attraverso la corrispondenza interscolastica
Schede progressive e autocorrettive
Strumento didattico per attivare la curiosità infantile e promuovere l'autoapprendimento individuale

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